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Quarantasei volte "Diego". Quarantasei volte diversificato da me stesso. Quarantasei volte esposto e messo a nudo, in questa grande cornice che è l'Hotel Vedute.
Un'immersione totale, che prende avvio proprio da Immersione Purpurea e i suoi accenni panteistici, ormai diventata un'opera chiave della mia produzione e che quindi doveva assolutamente fare parte di questo viaggio. Le venature ocra di Delirio Piretico continuano il percorso degli autoscatti, dove un corpo impazzito tenta di liberarsi delle sue stesse membra. La liberazione della matrice corporea lo conduce in una realtà decisamente più eterea: Amok è l'apripista di questa fase post- preludio. Un intricato gioco di colori e forme si fonde in un'armonia cromatica fatta di simboli e significati nascosti. Due occhi, una croce al posto della bocca, e altri elementi antropomorfi trasformano questa opera in una rappresentazione paleoglifica, un'incisione rupestre post- litteram. Nexus e Morphine aprono un ulteriore passaggio. La prima assume le fattezze di un vortice temporale, la seconda si configura come un mosaico di volti, brutalmente strappati da riviste patinate. La "morfina" è una massa stereotipata, un esercito di automi fatti tutti allo stesso modo, privi di anima ed emozioni. Un branco di espressioni, simili a petrose statue inanimate. Incarnation e Hysteria seguono sempre questa medesima linea. La prima rappresenta un paesaggio volutamente trasfigurato in una visione folle, mentre Hysteria, cui fa da pendant Pazzia, va a costituire un rimando al male di oggi per antonomasia: la depressione.
Chiuso l'inizio cruento, l'ego inizia a trasformarsi, rivelando agli occhi del visitatore scatti e immagini, frammenti rubati a una realtà altra. Iniziano ad apparire creature nuove. Dal cielo impazzito di Tempesta della sera al futuristico volto di Dea Sorgente, passando per lo spirito vagante di Anima, questo settore porta chi guarda verso un nuovo modo di vedere le cose. La natura appare definitivamente trasformata, oggettivata in fattezze allucinate, simili a sogni o visionari incanti. In Beyond una semplice pianura coltivata diventa un luogo da sabba delle streghe; I Was Born Here assume i caratteri di una dimensione ninfale; mentre in I feel so close to you, la natura diventa riflesso dei sentimenti di chi la attraversa.
La parte centrale è costituita invece dalle opere estrapolate da Fantasie. In esse, si assiste nuovamente alla fusione della figura umana con il mondo circostante. In Spell, l'incantesimo è rappresentato da catene metalliche che, sottopelle, avvincono l'essere preda di antichi sentimenti. Più infantili Popstitute e Backstage Boy, che nelle loro tonalità vogliono ricalcare le atmosfere naif dei fumetti manga. Future Bride e Masquerade, infine, rappresentano la totale trasformazione delle fattezze umane: uno sguardo contorto, che lascia poi spazio all'imbestiamento vero e proprio, nella sua fusione con il volto di un felino. Diva ed Egoluzione chiudono il penultimo giro: scomposizione visiva per la prima, metamorfosi cromatica per la seconda.
Illusion apre il tragitto finale. E' un'esplosione stellare, dove l'ego si disintegra, sino a perdere le sue sembianze originarie. Diego non esiste più, di lui altro non resta che un ricordo, che There I Knew si prefigge di immortalare: un retaggio del passato che segna un momento topico, perché oltre quel cielo, qualcosa è apparso, rivelando qualcosa. Rimane, però, l'altro "Diego", quello che dal precedente era stato presentato. Il suo arrivo è scandito da Ancient Erotism: ormai libero, è pronto a far luce sulle ultime verità, mostrandosi impudicamente in preda ai propri abbandoni onanistici. Ogni opera costituisce un mondo nuovo: Vedute Proibite rimanda a una fatata era glaciale, Incubo, a discapito del titolo, altro non è che una sorta di paese delle meraviglie, Entropia è l'ultimo frammento di un vissuto andato perso. I Am Here rivisita in chiave pop il tema della crocifissione: riducendo la componente simbolica dell'oggetto, altro non restano che gli effetti di contorno. E tutto si riduce a semplice gioco cromatico. In The King la megalomania è fatta ombra, mentre Remembering sancisce l'ennesimo ed ultimo connubio panteistico tra uomo e natura. Da L'impossibile essa inizierà a mostrarsi più ostile, non più propensa a "lasciarsi prendere": reale, quasi imbruttita. Risplendendo nel cielo notturno, una candela (Hoping) lascia il campo alle note di chiusura. Mutazioni costituisce l'atto definitivo: Diego è stato presentato a dovere, e a Presagio altro non è demandato che accompagnare il visitatore verso la via d'uscita da questo mondo segreto. |